Come mantenersi in linea con la raccolta differenziata




Ecologia e salute, Torino | Silvia Salvagno | 22 aprile 2011 alle 16:46

Abito da parecchi anni in Vanchiglia, un quartiere che adoro : è vicino al centro, a due passi dal Po e dal verde, pieno di bottegucce artigiane come quelle di una volta ma anche di localini dove mangiare, prendere un aperitivo o passare la serata.  Ha l’atmosfera di un paese ma è ben calato nella realtà cittadina.

Tutto bene no? E invece no.

Il problema è la raccolta differenziata, che qui non c’è. Amici che abitano in altre zone della città la fanno da anni; qui da noi, abbiamo un misero microcassonetto per il vetro, sempre pieno, con conseguente ammasso di bottiglie tutto intorno e basta. Per buttare la plastica, la carta, o il vetro senza mollarlo sul marciapiede mi devo fare una ben lunga passeggiata, carica come un mulo di sacchi e sacchetti di lattine & company. Io in genere lo faccio, quando ho tempo e voglia di camminare, ché fa bene alla linea, ma non sempre,  lo ammetto : a volte ho fretta e mollo tutto nel cassonetto davanti a casa, ma la mia coscienza ecologica mi mette su un broncio che non vi dico.

E qui da me è ancora pieno di vecchietti e vecchiette, soli, con le ossa doloranti, che a malapena si spingono al supermercato qui sotto, e certamente non si fanno una sfacchinata per amor di ecologia.

Allora mi chiedo: come mai in certe zone sì e in altre no? Signori dell’Amiat, ci trovate così grassi da imporci la corsetta quotidiana fino al cassonetto giusto? Ci tenete così tanto alla linea dei vanchigliesi? Ma fatevi un po’ gli affari vostri – e quelli della città e del futuro dei centri urbani – e portateci la raccolta differenziata qui, come è giusto che sia. Le ultime notizie che ho trovato sulla raccolta differenziata a Torino risalgono al 2008, perché vi siete fermati?

E dalle vostre parti com’è la situazione? Raccontateci tutto.

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Articolo scritto da Silvia Salvagno

Silvia Salvagno Silvia Salvagno Nata in una buona annata per il Barolo, dispone di tempo a sufficienza per fare tante cose e anche per non fare niente. La laurea in cinema non le è servita a un granché ma almeno ha visto tantissimi film. Ha visto tanti posti del mondo ma alla fine torna sempre nella sua città.
Sito: http://bagatelleperunmassacroreloaded.blogspot.com/


3 commenti

  1. Simone Caldana scrive:

    La ragione non detta della mancata estensione a tutta Torino della differenziata porta a porta è che in questo modo non ci sarebbero abbastanza rifiuti da bruciare nel nascente inceneritore del Gerbido, siccome i quartieri con la differenziata sono piuttosto virtuosi, superando il 70% di differenziazione.

  2. silvia salvagno scrive:

    Quindi siam troppo bravi per meritarci la raccolta differenziata? Ma che bella notizia

  3. Simone Caldana scrive:

    No, è che l’amministrazione comunale preferisce bruciare i rifiuti che riciclarli. Chiediamoci perché.

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